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Ansia e attacchi di panico Malessere, Sintomi e Psicopatologia

Si può guarire dagli attacchi di panico?

Il panico è un fenomeno diffusissimo, ne soffrono decine di milioni di persone in tutto il mondo. Se anche tu sei uno di questo e se la domanda che ti stai ponendo è se si può guarire dagli attacchi di panico, questo articolo è stato scritto proprio per risponderti.

Sì, dagli attacchi di panico si può guarire; guarire dal disturbo di panico è possibile.

Il trattamento di questo disturbo, al giorno d’oggi costituisce l’area d’intervento in cui la psicoterapia ha raggiunto i risultati migliori.

Ad oggi, si registrano risultati migliori, rispetto agli anni precedenti, anche per quanto concerne i farmaci. Sono disponibili oggi farmaci sempre più specifici ed efficaci che sono in grado di ridurre e limitare gli spiacevoli sintomi collegati.

L’assunzione dei farmaci deve essere effettuata, ovviamente ed esclusivamente sotto la supervisione di un medico specializzato; è lui, infatti, che concorda la necessità di una terapia farmacologica.

Per taluni casi, è possibile conciliare il percorso psicoterapeutico con l’assunzione di farmaci, strategia tra l’altro vincente stando alla letteratua scientifica.

Per quanto riguarda il percorso psicoterapeutico, la psicoterapia strategica e quella di tipo cognitivo comportamentale sembrano essere quelle più appropriate.

Le linee guida internazionali (NICE NAtional Institute for Health and Clinical Excelence, 2011) indicano la psicoterapia di tipo cognitivo-comportamentale, insieme al training di rilassamento, come i trattamenti più efficaci per la cura degli attacchi di panico. Si menzionano anche gli interventi self-help e la psicoeducazione in gruppo che, comunque, seguono un orientamento cognitivo-comportamentale.

La psicoterapia strategica è l’altro approccio che sembra avere risultati migliori. Questa ultima terapia, anzi, pone l’accento sulla brevità del percorso di guarigione. Nardone scrive che per guarire dagli attacchi di panico basta infatti una terapia breve mirata, fondata sul linguaggio logico e insieme suggestivo del terapeuta, su inconsueti compiti che il paziente deve svolgere alla lettera, sull’idea che bisogna “spegnere il fuoco aggiungendo la legna”.

FONTI:


Attacchi di Panico, State of Mind, il Giornale delle Scienze Psicologiche in Attacchi di panico: sintomi, caratteristiche e cura delle crisi di panico (stateofmind.it)

Cattani D. (2020) , Il Panico: L’Urlo del Diavolo, Psicologia Contemporanea in Il panico: l’urlo del diavolo | Psicologia Contemporanea

Nardone G. (2016), La Terapia degli Attacchi di Panico, Ponte alle Grazie

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Ansia e attacchi di panico Malessere, Sintomi e Psicopatologia

Attacco di panico: perchè si chiama così? L’urlo del diavolo Pan

Lo sapevi che la parola “panico” deriva da una figura mitologica dell’antica Grecia?

L’etimologia della parola (“Panikós”), infatti, deriva dal nome del dio Pan.

Figlio di Hermes e della ninfa della quercia Driope, fu abbandonato dalla madre dopo la nascita a causa della sua bruttezza che l’aveva terrorizzata, aveva infatti le sembianze per metà di un uomo e per metà di una capra.

Nonostante fosse stato invitato dal padre a vivere sull’Olimpo, Pan decise di trascorrere la sua vita nei boschi: per questo è considerato il dio della natura.

In realtà Pan era un satiro gioioso, pieno di voglia di vivere e giocare, ma la sua terribile espressione e la sua risata spaventosa incuteva terrore in coloro che lo vedevano o udivano.

Il dio silvestre aveva infatti l’abitudine di spaventare i viandanti, con rumori sordi e mostrandosi sul loro cammino per poi scomparire velocemente.
Le vittime rimanevo così incredule, incapaci di spiegare l’accaduto e di gestire le forti emozioni negative provate.

Al “timor panico” viene quindi associata una sensazione terribile, di un terrore che si manifesta in maniera improvvisa e inaspettata, causa della paura che possa questa esperienza ripresentarsi.

FONTI:
https://www.psicologiacontemporanea.it/blog/il-panico- lurlodeldiavolo/fbclid=IwAR31iSunjgaDLV8OBPAYghWq7x8PkBb6T96DCQA_N8BOGp8_Wp3P sZ7tFA&fs=e&s=cl https://www.guidapsicologi.it/articoli/il-disturbo-da-attacchi-di-panico-e-la-mitologia-del-dio- pan
https://www.stateofmind.it/attacchi-di-panico/#cosa-sono-gli-attacchi-di-panico

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Perchè a settembre non sto bene?

Una paziente mi domanda: “Dottoressa perchè a Settembre mi sento ansiosa, mi sento stanca? Non sto bene?”

Effettivamente a settembre si può vivere un malessere generale, una sensazione di spossatezza. Ci si può sentire psicologicamente e fisicamente appesantiti. Si possono avere difficoltà a concentrarsi, ad addormentarsi. Si possono sperimentare: sbalzi d’umore, astenia, ansia.

Ma perchè?

Questa è una risposta psicofisiologica sia al rientro alla quotidianità fatta di scadenze, di problemi, di impegni che sostituiscono i ritmi e le attività più leggere delle vacanze, sia al modo in cui viviamo settembre considerandolo un mese di bilanci, di nuovi obiettivi, di traguardi, di cambiamenti.

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Benessere e Salute

Come cominciare bene settembre in 5 passi.

Come cominciare bene settembre? Questa è la domanda che ti stai ponendo? Se si, provo a risponderti brevemente elencandoti i 5 passi da fare per cominciare al meglio settembre.

Prima ti dico perchè è importante cominciare al meglio settembre: il 1 settembre può essere considerato Capodanno, un Capodanno Psicologico
Se ci pensi, il momento dei cambiamenti inizia da qui: fine delle vacanze e inizio di un nuovo ciclo. Settembre, infatti, potrebbe essere considerato un periodo di transizione che segna l’inizio di un periodo e la fine di un altro.

Pensa all’inizio della scuola o a quante volte hai rimandato a settembre l’inizio della dieta, l’inizio di un nuovo progetto . Vista così, quindi, settembre può essere una opportunità, un tempo che non devi sprecare, anzi devi sfruttare al meglio.


Ma è anche vero che non è facile cominciare al meglio settembre, perchè se da un lato si parte carichi, pieni di buoni propositi, pronti a ricominciare, dall’altro si è anche tristi per la fine delle vacanze o, addirittura, si può sperimentare la sindrome post-vacanze. Quindi, a volte riprendere il ritmo a settembre è difficile, e rispettare gli obiettivi che ci si è posti ancora di più.


Vediamo, allora, insieme quali passi fare per una ripresa graduale e di successo!

  • Prima di tutto, concediti del tempo per decidere quali sono i tuoi veri obiettivi. Spesso si parte con mille idee e alla fine non se ne porta a compimento nessuna. Poco ma buono è la filosofia
    corretta.
  • Da qui, pianificali con cura, così da poterli raggiungere in modo sostenibile. Non partire con aspettative irrealistiche, lasciati il tempo per riprendere il ritmo della quotidianità.
  • Prenditi cura di te. Mangiar bene, allenarti, dedicarti a un hobby, tutte quelle cose che ti fanno sentire bene.
  • Non dimenticarti delle pause. Riprendere la propria vita in mano dopo la pausa delle vacanze può essere stancante, quindi quando senti il bisogno, stacca.
  • Metti un punto fermo al passato. Un nuovo inizio significa ricominciare da zero, quindi riparti con un rinnovato stato emotivo: sfrutta questo momento per riflettere ed elaborare ciò che non va bene, dopodiché lascialo andare.

SITOGRAFIA

Fanelli M. (2020) Settembre e i nuovi inizi in https://www.guidapsicologi.it/articoli/settembre-e-i-nuovi-inizi11:22
Stirpe A. (2017) Ricominciare: Settembre porta con sè la fine delle vacanze e la ripresa della vita quotidiana. in https://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-psicologia-dintorni/1511-ricominciare